Marketing

Digital storytelling: cos'è e come usarlo per la tua azienda

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· pubblicato ad

agosto 2020

· aggiornato il

29 maggio 2026

Il digital storytelling è la tecnica con cui un'azienda conquista la fiducia del pubblico raccontando, con gli strumenti digitali, una storia capace di emozionare.
Non promuove un prodotto elencandone qualità e prezzo, ma costruendo un legame: ecco perché funziona e come si scrive.

Cos'è il digital storytelling

Non è una forma di comunicazione nuova: gli sketch di Carosello usavano già la formula del racconto, e con grande successo. Quello che è cambiato è il mezzo. Dopo decenni dominati dagli spot di pochi secondi, la narrazione ha ritrovato spazio grazie a Internet, dove un'azienda può raccontarsi senza i vincoli di tempo della pubblicità classica — quella che si gioca tutto su due sole leve, la qualità e il prezzo.

Perché la pubblicità tradizionale non basta più

Immagina un'azienda che promuove i suoi prodotti dicendo che sono i migliori sul mercato: le auto più sicure, i gelati più buoni, le poltrone più comode. Il problema è che lo dicono anche i concorrenti, con messaggi quasi identici — e così si annullano a vicenda. Per di più il consumatore dà ormai per scontato che ogni prodotto risponda a requisiti minimi di sicurezza, gusto o comfort: ripetergli ciò che è ovvio lo annoia e lo porta a cambiare canale o pagina. I video banali nei popup, le telefonate dei call center e gli altri strumenti dell'interruption marketing usati male producono solo fastidio.

La via d'uscita, per un prodotto che non ha caratteristiche uniche, è guardare non al prodotto in sé ma a ciò che gli sta intorno: la sua storia, l'esperienza di chi lo ha creato, i problemi affrontati per realizzarlo. È da qui che parte il digital storytelling.

I vantaggi dello storytelling

Mentre la pubblicità tradizionale spinge alla fuga — è percepita come tempo sottratto — una buona narrazione convince il pubblico a fermarsi, leggere, guardare e ascoltare, perché offre qualcosa di utile: consigli per risolvere un problema, una storia piacevole, o il senso di vicinanza che nasce quando le esperienze di un'azienda assomigliano a quelle delle persone comuni. E non si ferma alla singola vendita: crea fidelizzazione, aumenta la customer retention (la capacità di trattenere i clienti) e stimola i referral, il passaparola con cui i clienti soddisfatti consigliano un marchio.

Cinque tipi di storia da cui partire

Il marketer americano James Wedmore ha individuato cinque schemi che funzionano bene come punto di partenza.

Il viaggio personale: raccontare la nascita di un prodotto, di un marchio o di un'azienda con le emozioni vissute lungo il percorso — la rabbia, la gioia, le delusioni del cammino imprenditoriale.

Il superamento dell'ostacolo: nessuno crede a una storia in cui va tutto bene dall'inizio; chi racconta le difficoltà incontrate dimostra di essere come tutti, e spiegando come le ha superate guadagna ammirazione.

La fiaba: la struttura "c'era una volta… e vissero felici e contenti" applicata a un'avventura imprenditoriale a lieto fine, utile come guida per altri.

La storia di ispirazione: la persona comune che realizza il proprio sogno è un modello più seguito di un grande campione, perché è più vicina a chi ascolta.

La storia di ammonimento: raccontare un errore commesso e cosa se ne è imparato suscita simpatia e rende più credibili i propri insegnamenti.

Un esempio reale: la Pasticceria Tagliafico

Tra i casi che ci hanno dato più soddisfazione c'è quello della Pasticceria Tagliafico di Genova. Da anni la pasticceria dona i dolci invenduti a un'associazione di volontariato che li distribuisce nelle mense per i senzatetto. Pochi giorni prima di Natale, un passante aveva visto i titolari caricare le ceste di brioche su un furgone e, scoperta la destinazione, aveva criticato con rabbia quel gesto, sostenendo che a chi non ha casa né lavoro andrebbero generi di prima necessità, non brioche. La risposta dei titolari era stata netta: come pasticcieri donavano ciò che sapevano fare, dei dolci che avrebbero permesso a tante famiglie di partecipare alle feste.

Su questo episodio abbiamo scritto un testo, "Il Natale non è uguale per tutti", senza aggiungere né togliere nulla ai fatti: abbiamo solo dato voce alle emozioni provate dai titolari, lo sdegno e l'orgoglio per il proprio mestiere. Nei giorni successivi alla pubblicazione sul sito della pasticceria, molte persone — non solo clienti abituali — si sono presentate in negozio per esprimere solidarietà e per comprare panettoni e dolci da portare ad associazioni del terzo settore. Un episodio spiacevole si è trasformato in un'occasione di coinvolgimento sociale, con più prestigio per il marchio e più donazioni per i senzatetto. Un volantino con un invito a donare non avrebbe ottenuto lo stesso, e tutto questo senza grandi spese, con poche parole giuste.

Un consiglio prima di iniziare

Questi spunti dovrebbero aiutarti a pubblicare un racconto capace di emozionare e di promuovere la tua attività. Ma prima di scrivere, un avvertimento: non improvvisare. Pensa bene a cosa vuoi raccontare, come, e a chi ti rivolgi. Una buona narrazione dà frutti nel lungo periodo, mentre gli effetti di un racconto sbagliato si sentono subito. E c'è un motivo in più per raccontare storie vere: l'esperienza diretta e verificabile — esattamente come nel caso Tagliafico — è oggi uno dei segnali che Google e i motori generativi premiano quando scelgono di chi fidarsi e chi citare.

In E-Motion Web aiutiamo le aziende a raccontarsi: scriviamo storie autentiche e le portiamo sul web con script, video e foto realizzati con il nostro partner Real Time, e le inseriamo in una strategia di marca coerente. Se vuoi trasformare la tua esperienza in un racconto che emoziona e allarga la tua clientela, parliamone.