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Core Web Vitals: cosa sono e come migliorare le prestazioni del tuo sito

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· pubblicato a

luglio 2020

· aggiornato il

29 maggio 2026

I Core Web Vitals sono tre parametri con cui Google misura la qualità dell'esperienza di navigazione di una pagina: quanto in fretta carica, quanto è reattiva e quanto è stabile mentre la si usa. Sono uno dei fattori che Google considera per il posizionamento, e migliorarli rende un sito più veloce per chi lo visita e più solido agli occhi del motore.

Cosa sono i Core Web Vitals

Google ha sempre cercato di mettere in cima ai risultati i siti che rispondono meglio a chi cerca. Lo fa valutando due piani distinti. Il primo è la qualità e l'affidabilità dei contenuti e di chi li firma — quello che oggi si riassume nella sigla E-E-A-T e che si misura solo in parte. Il secondo è l'esperienza tecnica di navigazione, e qui Google ha introdotto nel 2021 una famiglia di segnali misurabili scientificamente, raccolti sotto il nome di page experience: i più importanti sono i Core Web Vitals, i "segnali web essenziali".

A differenza dell'attendibilità di un testo, che è difficile da quantificare, questi segnali si misurano con precisione. E sono cambiati nel tempo: chi seguiva l'argomento qualche anno fa ricorderà parametri diversi da quelli di oggi.

I tre segnali

Largest Contentful Paint (LCP)

Misura la velocità di caricamento: il tempo che impiega a comparire l'elemento più grande della pagina (di solito un'immagine o un blocco di testo). Il valore considerato buono è 2,5 secondi o meno.

Interaction to Next Paint (INP)

Misura la reattività della pagina: quanto tempo passa da quando l'utente fa qualcosa — un clic, un tap, la pressione di un tasto — a quando lo schermo risponde mostrando il risultato. È buono sotto i 200 millisecondi. Questo segnale ha sostituito il First Input Delay (FID) nel marzo 2024: il FID guardava solo alla prima interazione e al ritardo iniziale, mentre l'INP considera tutte le interazioni dell'intera visita e ne riporta la peggiore. È una misura più onesta di quanto un sito "risponda" davvero — e anche più difficile da soddisfare. Se stai ancora usando il FID come riferimento, stai ottimizzando per un parametro che non esiste più.

Cumulative Layout Shift (CLS)

Indica la stabilità visiva. A differenza degli altri due non misura tempi, ma gli spostamenti improvvisi degli elementi mentre la pagina si carica — quelli che ti fanno cliccare per errore sul punto sbagliato perché un banner è comparso all'ultimo "dando una spallata" al link che stavi per toccare. Il valore ideale è inferiore a 0,1.

Quanto contano davvero

Qui serve onestà, perché il tema è stato gonfiato. I Core Web Vitals sono un fattore di posizionamento reale e misurabile, ma sono uno tra molti: Google stessa dichiara che buoni valori non garantiscono un buon ranking, e che la qualità e la rilevanza dei contenuti pesano di più. Non esiste il "sito che scala Google solo perché è veloce". Esiste però il contrario: un sito lento perde utenti prima ancora di essere giudicato dall'algoritmo. Secondo un'analisi di Google, la probabilità che un visitatore abbandoni una pagina cresce di circa un terzo quando il caricamento passa da uno a tre secondi, e continua a salire rapidamente da lì in poi. Le prestazioni, insomma, non ti fanno vincere da sole, ma le cattive prestazioni ti fanno perdere.

Come misurarli

Gli strumenti sono gratuiti e li fornisce Google. Search Console mostra, nella sezione dedicata ai segnali web essenziali, quante delle tue pagine sono buone, quante da migliorare e quante scadenti, separando desktop e dispositivi mobili — e usa i dati reali raccolti dai visitatori (i cosiddetti field data). PageSpeed Insights analizza invece una singola pagina e affianca ai dati reali una misurazione di laboratorio, con indicazioni concrete su cosa rallenta. Non stupirti se i valori oscillano nel tempo: una pagina al confine tra due livelli può spostarsi da un giorno all'altro, magari per un picco di traffico. Un caso isolato non compromette il giudizio; decine di pagine che ballano tra "scadente" e "da migliorare", invece, sono il segnale di un problema da risolvere.

Le cause più comuni di un sito lento

Quando i valori non tornano, le ragioni ricorrenti sono quasi sempre le stesse: server lenti e poco performanti, che ritardano la consegna delle pagine; JavaScript pesante o eseguito nel momento sbagliato, che blocca il thread principale e peggiora soprattutto l'INP; immagini troppo pesanti o di dimensioni sbagliate, che rallentano l'LCP e provocano spostamenti del layout. Sono problemi tecnici con soluzioni tecniche: un'infrastruttura adeguata, codice ottimizzato e immagini servite nel formato e nella misura giusti.

In E-Motion Web le prestazioni non sono una rincorsa dell'ultimo minuto: i nostri siti web nascono veloci grazie alla tecnologia con cui li costruiamo — pagine replicate su più data center e servite già pronte dal nodo più vicino, con il caricamento dei soli contenuti che cambiano da una schermata all'altra. È così che Largest Contentful Paint, Interaction to Next Paint e Cumulative Layout Shift restano nei valori migliori anche sotto picchi di traffico intensi, a vantaggio dell'esperienza degli utenti e del posizionamento.